immagini

il realismo magico di marco cavallo

Nel gennaio del 1973 Franco Basaglia accoglie il cugino Vittorio e Giuliano Scabia, artisti, all’interno del manicomio di Trieste. Ha inizio un laboratorio che durerà due mesi e vedrà la realizzazione delle più diverse pratiche artistiche: teatro, disegno, pittura, scrittura. Si decide anche per la creazione di un’opera collettiva che diventerà il simbolo di una ritrovata libertà per i pazienti psichiatrici rinchiusi nei manicomi, che già si prefigurava a Trieste e che culminerà nel 1978 con la Legge 180. Marco Cavallo è alto quattro metri, è azzurro e porta nella sua pancia i messaggi e i desideri degli internati. È grande festa quando, alla fine della sua costruzione, Marco Cavallo distrugge le reti del manicomio triestino e sfila in città, per raccontare la sua storia di liberazione e speranza.

le parole sui muri del parco di san giovanni

I muri dell’Ospedale Psichiatrico Provinciale si trasformano nei primi anni ’70 in spazio pubblico. Non più nascosti dietro le porte chiuse, i muri si riempiono di scritte, manifesti, immagini e suggestioni. Dai giornale a muro del Collettivo d’Arte Arcobaleno, alle serigrafie attacchinate, alle scritte murali di Ugo Guarino, poi sovrapposte polemicamente dal collettivo antipsichiatrico Marge. I muri gridano, i muri raccontano, ma soprattutto i muri diventano luogo di conversazione di uno spazio pubblico aperto.

reti, assemblee e incontri della critica istituzionale

Nel 1977, Trieste ospita il “Réseau international d’Alternative à la psychiatrie”, l’incontro europeo e mondiale del movimento di critica radicale alla psichiatria. Il tema al centro della discussione è “Il circuito del controllo”. Dagli anti-psichiatri inglesi alla psicoterapia istituzionale francese, dai gruppi militanti di movimento ai tecnici di mezzo mondo, San Giovanni accoglie tende e tendoni; i padiglioni diventano luogo di permanenti riunioni che si intrecciano in modo, a volte anche conflittuale, con il movimento del Settantasette.

le porte aperte, una sperimentazione quotidiana

La legge 180, conosciuta anche come Legge Basaglia, è passata nel 1978 e ha sancito la chiusura degli ospedali psichiatrici di tutta Italia. Già dal 1975 a Trieste iniziano a nascere i primi Centri di Salute Mentale (CSM) come prova tangibile della possibilità di trattare in maniera differente il disagio mentale: assemblee di reparto, gite, abitare assistito che permette lo svuotamento e la successiva chiusura dei reparti manicomiali. Queste immagini aiutano a comprendere il significato de “la libertà è terapeutica” e testimoniano il processo di deistituzionalizzazione come pratica da rinnovare ogni giorno.