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i falò e la musica nel parco

“Neppure noi avevamo la minima idea di chi potesse esserci in quell’ospedale, ci siamo trovati fra tanta gente di tutti i tipi e certo non avresti potuto dire, guardandoli in faccia, questo è malato e questo no” (Ornette Coleman) […] A Trieste i concerti andarono avanti, insieme a tante altre invenzioni che mescolavano vite, spazi, linguaggi, saperi. Anche i centri di salute mentale nacquero con questo imprinting, che è sempre stato difficile da sostenere ma oggi lo è di più, man mano che cresce quella che Basaglia chiamava “l’organizzazione produttiva della diversità” e i suoi addetti non sono più capaci di vedere “i crimini di pace” che si compiono ogni giorno. (Mariagrazia Giannichedda)

il parco della meraviglia

Siamo una cooperativa ricca e fragile al contempo. Lavoriamo aTrieste dal1978, con tre parole d’ordine: valore, bellezza, innovazione. Impegnati in questi trenta anni sul verde urbano, abbiamo messo mano su tantissimi giardini privati, sui suoli pubblici. Abbiamo voluto tenere fede alla nostra identità di impresa sociale, offrendo occasioni di lavoro e di professionalità per molti. Ma soprattutto ci siamo sempre voluti spingere sulla volontà di recuperare ciò che esiste, per saperlo trasformare. Leggere i luoghi nelle loro caratteristiche, nelle loro risorse, per costruire nuove possibilità di economia, e definirci impresa; ma senza mai dimenticare che lavorare sull’ambiente significa coinvolgersi sulla qualità della città, della progettazione urbana, del benessere di comunità. 

il padiglione M per la cooperazione sociale

In un ampio salone al pianterreno del padiglione M, ha  sede la cooperativa Lister Sartoria Sociale. A fianco il laboratorio di ceramica Officine Samos e dall’altra parte del lungo corridoio del padiglione, Itinerari Basagliani e Radio Fragola. E poi gli uffici delle cooperative sociali, La Collina, CLU Franco Basaglia, Agricola Monte San Pantaleone. Giorno per giorno, in questo luogo, si concretizza una stretta collaborazione tra servizi sociali e sanitari nel tentativo di individuare ed elaborare proposte e risposte nel campo del lavoro, dell’espressione, della socialità.

un parco che continua a deistituzionalizzare

Non bastano dei magnifici “frenocomi”, con edifici pregevoli in un’area paesaggistica bellissima, per prendersi cura delle persone che attraversano l’esperienza della sofferenza mentale; non basta un direttore illuminato per restituire diritti, dignità e percorsi di inclusione a chi è stato segregato ed escluso; non basta una legge di riforma per avviare percorsi di salute; non basta chiudere il manicomio per trasformare uno spazio chiuso, escludente e segregante in un luogo aperto, attraversato, vivo, vissuto e protagonista nell’ospitare dinamiche urbane. Da www.itineraribasagliani.org